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ATTIVITA’ FISICA E SALUTE; UN’ALLE ANZA SENZA ETA’

E’ ormai riconosciuto che un’attività fisica regolare possa rendere le persone più felici, ridurre significativamente il numero di casi di malattie non trasmissibili e salvare vite umane. Se tutte le persone nell’Unione Europea praticassero  150 minuti di esercizio fisico a intensità moderata a settimana, sarebbero evitati, ogni anno, oltre 10.000 decessi  e  sarebbero risparmiati 8 miliardi di euro in spese sanitarie. L’attività fisica non è uguale per tutti: sarà importante adeguarla alle proprie caratteristiche (età, esigenze familiari e lavorative/scolastiche, patologie, farmaci assunti) facendo in modo che non diventi mai un’ossessione, ma un momento piacevole inserito in maniera armonica nelle nostre giornate. Che cos’è l’attività fisica? L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la definisce come “qualsiasi movimento corporeo prodotto dall’apparato muscolo-scheletrico che richieda dispendio energetico; ogni movimento della vita quotidiana come camminare, fare le scale, giocare, andare a scuola o al lavoro a piedi o in bicicletta, ballare, portare a spasso il cane, ma anche fare giardinaggio e lavori domestici”.

Per ulteriori approfondimenti è molto interessante la lettura dell’opuscolo “Step up! Tackling the burden of insufficient physical activity in Europe”; pubblicato nel 2023 da OMS.

https://read.oecd-ilibrary.org/social-issues-migration-health/step-up-tackling-the-burden-of-insufficient-physical-activity-in-europe_500a9601-en#page1

https://www.epicentro.iss.it/attivita_fisica/pdf/20230914_bozza_scheda_livelli%20V04%20low.pdf

 

L’inattività fisica costerà all’Italia 1,3 miliardi nei prossimi 30 anni in spese sanitarie. Tutti i numeri nel nuovo rapporto di Oms e Ocse.

Vai al link dell’articolo sul quotidiano sanità

In tutta la Ue il 45% delle persone non fa mai esercizio fisico. Ma tutto cià ha un costo per i sistemi sanitari. Con un aumento dell’attività fisica ai livelli minimi raccomandati nell’UE (150 min a settimana) si eviterebbero in Europa 11,5 milioni di nuovi casi di malattie non trasmissibili entro il 2050, inclusi 3,8 milioni di casi di malattie cardiovascolari, 3,5 milioni di casi di depressione, quasi 1 milione di casi di diabete di tipo 2 e più di 400.000 casi di tumori diversi. IL RAPPORTO

Chi non ci stà, si ribella e si muove

Nell’Unione europea (UE), il 45% delle persone afferma di non fare mai esercizio fisico o praticare sport e una persona su tre ha livelli insufficienti di attività fisica, secondo l’ultimo sondaggio specifico dell’Eurobarometro. Ciò porta a milioni di casi di malattie non trasmissibili (NCD) che peggiorano la salute delle persone e appesantiscono le economie. Un nuovo rapporto dell’OMS e dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) – “Step up! Affrontare il peso dell’insufficiente attività fisica in Europa” – spiega come l’aumento dell’attività fisica ai livelli raccomandati potrebbe prevenire migliaia di morti premature nell’UE e risparmiare miliardi nella spesa sanitaria.

Salvare 10.000 vite all’anno

“L’attività fisica regolare è una delle cose più importanti che le persone possono fare per una vita sana. Non solo riduce significativamente il rischio di numerose malattie non trasmissibili, ma migliora anche la salute mentale e aumenta il benessere”, afferma Kremlin Wickramasinghe, capo ad interim dell’Ufficio europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili dell’OMS.

“L’OMS raccomanda almeno 150 minuti di attività fisica di intensità moderata a settimana e ogni movimento conta per una salute migliore. Il nostro ultimo rapporto mostra che se tutti nell’UE dovessero soddisfare i livelli di attività fisica raccomandati dall’OMS, si potrebbero prevenire più di 10.000 morti premature ogni anno”.

Il nuovo rapporto prodotto in collaborazione con l’OCSE e con il finanziamento dell’UE mostra il potenziale impatto che l’aumento dei livelli di attività fisica avrebbe sulla salute della popolazione e sull’economia dell’UE.

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