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L’attività fisica più intensa è la migliore per la salute del Cuore

L’attività fisica più intensa è la migliore per la salute del Cuore

Lo dimostrano i risultati di una vasta ricerca condotta nel Regno Unito che ha osservato un beneficio ulteriore per la salute del cuore in chi pratica attività fisica più intensa. https://www.fanpage.it/

Uno stile di vita fisicamente attivo contribuisce a mantenere e migliorare la propria salute. Ma un nuovo studio, condotto dai ricercatori del Centro di ricerca biomedica di Leicester e del National Institute for Health and Care Research (NIHR) dell’Università di Cambridge, nel Regno Unito, ha dimostrato che praticare regolarmente un’attività fisica da moderata a intensa ha maggiori benefici per il cuore. Ciò significa che non è solo la quantità di attività fisica regolarmente svolta, ma è la qualità dell’attività fisica stessa ad essere fortemente associata ai benefici sulla salute, con una maggiore quantità di attività più intensa correlata a un’ulteriore riduzione del rischio cardiovascolare.

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Morti improvvise nello sport: quando la genetica può prevenirle

Morti improvvise nello sport: quando la genetica può prevenirle

Su segnalazione del nostro Medico Sociale Giovanni  Ambu l’articolo al seguente Link:

su Sanita 24

Il Sole 24 Ore
Troppo spesso veniamo colpiti dalla notizia che un giovane in buona salute, magari un atleta, è morto improvvisamente e allora ci domandiamo: “non si poteva sapere prima che era a rischio?”. Una utile risposta a questa domanda giunge da tre documenti appena pubblicati in Europa in cui si evidenzia che in molte condizioni lo screening genetico effettuato sulla base di un sospetto clinico aiuta i medici a formulare una diagnosi precisa, fornisce informazioni sulla prognosi e può determinare la terapia più efficace.

 

Quali ritmi d’allenamento tenere quando fa caldo

Quali ritmi d’allenamento tenere quando fa caldo

Correre quando fa molto caldo è un’impresa, ma possiamo continuare ad allenarci adottando una serie di strategie che alleggeriranno il carico, anche a livello mentale. Scopriamo quali.

vai al seguente link  per visualizzare l’articolo e il video su ENDU

Estate. Il termometro si è alzato parecchio e tutto è divento più faticoso, compreso l’allenamento. Ma come spesso succede ‘ciò che è difficile, ti fortifica’ e paradossalmente anche il caldo può diventare un alleato per i nostri lavori di corsa.
Per prima cosa cerchiamo di essere clementi con noi stessi e non guardiamo il cronometro in modo ossessivo cercando tempi e sensazioni di quando ci allenavamo con una temperatura più congeniale; scegliamo un orario di allenamento migliore per questo periodo, tipo la mattina presto oppure la sera; idratiamoci, escogitando modalità adatte per noi (giri a loop in un parco per incrociare una fontanella, usare il camelbak o una cintura portaborraccetta).

E se abbiamo un obiettivo importante per l’autunno, tipo una maratonaCome dobbiamo comportarci con la lista dei lavori da fare in presenza del caldo?
lunghi: questo è il momento per iniziare a farli, magari con qualche accorgimento strategico, tipo spezzare l’allenamento in due tranche all’interno delle 24 ore: 20 km la sera e 10/12 km il mattino dopo (oppure 20 km al mattino presto e 10 o 12 km la sera stessa). Possiamo anche optare, ogni tanto, per qualche allenamento lungo di bici che aiuti a mettere volume sulle gambe, con la consapevolezza però che non potrà mai sostituire completamente il vero lungo di corsa.
Le ripetute: non possiamo abbandonarle, in questo periodo, anche perché sono tra quei pochi lavori che alzano ritmi e performance. Per gestirle nel modo giusto, possiamo andare in pista e bagnarci la testa tra una ripetuta e l’altra; oppure andare su un tratto di strada e, con l’aiuto di un GPS (qui Micol indossa il nuovo Kiprun 500 by Koros), percorrere il tratto esatto, facendo attenzione a fare il recupero all’ombra.
Il medio: è un ritmo impegnativo da gestire con il caldo e un escamotage potrebbe essere di spezzarlo in due. Es. se dobbiamo correre 10 km a fondo medio, fare due blocchi da 5 km e intervallarli con 5 minuti di fondo lungo. Oppure un’altra idea simpatica è partecipare a qualche garetta serale su distanza breve. Con una birra finale, ovviamente!

Allenarsi più di 2 ore a settimana serve o è inutile? La risposta alla scienza

Allenarsi più di 2 ore a settimana serve o è inutile? La risposta alla scienza

Uno studio di Harvard ha scoperto cosa succede ad allenarsi più di quanto prevedono le indicazioni dell’OMS. E il risultato è sorprendente…

 

Vai sull’articolo della gazzetta dello sport

 

Le attuali linee guida dell’OMS raccomandano da 75 a 300 minuti di esercizio settimanale per mantenersi in salute.

 

Il tempo minimo, 75 minuti, è quello  che andrebbe dedicato ad attività sportive vigorose. Mentre per l’attività aerobica

 

da moderata a intensa il tempo dovrebbe variare tra 150 e 300 minuti.  E chi desidera allenarsi di più? Fa bene o perde solo tempo?

 

Per chi vuole approfondire  lo studio in lingua inglese al seguente link: Lee et al. 2022 LOng term leisure time Physical activity___

 

www.gsrunners.it

 

Crampi muscolari: il rimedio è il cibo. Cosa mangiare per evitarli

Crampi muscolari: il rimedio è il cibo. Cosa mangiare per evitarli

Ahi! Un Crampo!

Uno dei rimedi più efficaci per i crampi muscolari è assumere alimenti ricchi di elettroliti. Eccone dieci

Crampi muscolari: le causeI crampi muscolari sono il risultato di spasmi casuali e involontari dei nostri moto-neuroni (i nervi responsabili dei movimenti dei muscoli). Possono durare da pochi secondi a qualche minuto. La causa più comune è un uso eccessivo delle gambe con conseguente affaticamento dei muscoli, per esempio quando siamo costretti a mantenere la stessa posizione per un lungo intervallo di tempo. Tuttavia, anche la disidratazione e squilibri elettrolitici svolgono un ruolo nei crampi, così come una cattiva circolazione sanguigna. Ecco 10 alimenti che possono aiutarci a prevenire i crampi muscolari.

FIDAL: Star bene con l’atletica

FIDAL: Star bene con l’atletica

Atletica, Alimentazione, Ambiente sono tre “A” che possono incidere in misura importante sul nostro modello di vita. 

La pratica di questa disciplina, superata l’età giovanile, può aiutare a vivere meglio? La risposta appare scontata, ma è interessante anche capire il perché. Testo del tecnico specialista Piero Incalza

Ottantamila tesserati nel 2010. Di questi, 34.000 hanno concluso una maratona. Sono numeri importanti ed in costante crescita quelli che riguardano gli appassionati che si avvicinano e aderiscono all’atletica leggera con finalità salutistiche e amatoriali. Trenta, quaranta minuti di esercizio fisico continuo per quattro volte a settimana è quello che, solitamente, viene suggerito per mantenere una buona condizione funzionale. Questa semplice indicazione, se pur condivisibile nella sua essenza, appare estremamente generica e poco utile da chi si vuole avvicinare alle attività che l’atletica propone.

Gli obiettivi e le motivazioni alla pratica sportiva possono essere diretti verso la ricerca della massima prestazione oppure del benessere fisico e psicologico (fitness). L’una non esclude l’altro, anzi: lo stato di salute costituisce il presupposto fondamentale per perseguire e raggiungere i migliori risultati sportivi. E’ altrettanto risaputo che quando si sottoporre l’organismo ad impegni massimali, aumentano i fattori di rischio e, quindi, le “controindicazioni” per chi si improvvisa atleta.

Vai al link dell’articolo: Star bene con l’atletica

 

I 15 cibi da evitare assolutamente prima dell’allenamento

I 15 cibi da evitare assolutamente prima dell’allenamento

Vai all’articolo del corriere – La black list degli alimenti per sportivi

Spiluccare qualcosa di leggero o restare a digiuno completo? Questo è il dubbio che spesso ci si pone prima di iniziare quel che resta di un’attività sportiva. Scienziati e atleti sanno bene che il momento del pasto, così come la qualità dei cibi assunti, influenza in modo decisivo le performance. Inoltre, «allenarsi a stomaco vuoto — spiega un articolo del New York Times che analizza lo studio pubblicato dal The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism sull’interazione tra pasti, salute metabolica e attività fisica — potrebbe aumentare i benefici dell’attività sportiva sulla salute. Anche se questa attività avviene ormai tra le mura di casa, tutt’al più al parchetto poco distante.
I muscoli che lavorano hanno bisogno di carburante durante l’esercizio fisico, principalmente sotto forma di zucchero (glucosio) o grasso. Tale combustibile può provenire quindi dal nostro pasto più recente, una volta che i suoi zuccheri e grassi vengono digeriti e messi in circolazione nel sangue, o dalle riserve di grassi e zuccheri già presenti nel nostro corpo. Tutti noi abbiamo tali riserve, specialmente di grasso, e alcune risiedono proprio nei nostri muscoli. Questo grasso muscolare, però, diventa problematico se ne accumuliamo troppo ed è quindi meglio incoraggiare lo smaltimento di queste riserve». Se da un lato il consiglio sembrerebbe quello di fare workout a digiuno, quindi meglio al mattino prima ancora di fare colazione, dall’altro se proprio non si resiste è ammesso spiluccare qualcosa di leggero. Ma attenzione, perché non tutti i cibi vanno bene e alcuni devono essere assolutamente evitati. Ecco quali e perché.